Camping club Sicilia Messina


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Safari Ibleo

Raduni > 2010


I temerari dell'Erminio


di Nunzio Calabrò



Orazio e Candida, presi da febbrile mania di mouse cercano e trovano in Internet la novità: una avventura da vivere. Certamente diversa dalle uscite acqua e sapone o dai mega raduni, qui siamo in pochi, tutto è organizzato da altri, le auto, il ristorante i cavalli etc basta solo pagare !

Il viaggio di andata si svolge in più fasi.
Nunzio ed Anna partono autonomamente recuperando la batteria nuova a Siracusa, i fratelli Giannetto salpano con Orazio e Candida, Ciccio e Nella Salemi viaggiano con i loro tempi ma alla fine della serata si incontrano tutti a Marina di Ragusa - Tanto per Camper- in un'area di sosta che più che un'area sembra un campeggio francese.






Piazzole singole buone per 4 camper, colonnine a norma, terreno ricoperto da un’erba che manco al Meazza, insomma roba di lusso !

Il primo impatto quindi con il SAFARI si presenta positivo. La notte passa tranquilla e l’indomani, si aspetta il da farsi, non senza aver predisposto occhiali, scarpe da trekking, zaini, coltelli e bastoni .






Ore 8.45 arriva un giovanotto sconosciuto molto cordiale, sarà un nostro compagno nell'avventura, scopriremo dopo che è un giovane giornalista che deve effettuare un fotoservizio.
Alle 9 puntuali arrivano le fuoristrada, una è Defender, l'altra è una Land Rover. Le nostre guide si presentano e formiamo gli equipaggi.
In testa quello formato da Gaetano (la guida), il giornalista, Marilara, Anna, Nunzio e, nel bagagliaio Franco e Salvatore Giannetto. A costoro viene assegnato un DPI (casco da bici) da indossare per evitare colpi in testa nei salti del fuoristrada.
Il secondo equipaggio è formato da Fernando (guida) con Orazio, Candida, Ciccio e Nella.



Prima di iniziare andiamo a Scicli a visionare il barocco, dopo di che entriamo nelle Grotte di Castelluccio tra serpenti e pipistrelli che ogni tanto tentano di attaccare i valorosi





Usciti indenni dalle grotte, iniziamo la risalita dell’Irminio all’interno di una tra le più selvagge riserve della regione Sicilia.













E qui l’adrenalina sale a 800, in alcuni punti la boscaglia è così fitta da rallentare al massimo la corsa delle Jeep che tentano di uscire dal viscido fondo.



I guadi non si contano insieme alle scoscese rive che occorre risalire per trovare un punto di passaggio accettabile. L'atmosfera all'interno delle auto comincia a diventare tesa, le cinture di sicurezza fondamentali quanto mai, lavorano al massimo per trattenere i pingui corpi che per effetto dell'inerzia tentano di sfuggire alla forza di gravità.


Volti tesi, pallidi e orecchie ritte ad ascoltare le storie che le nostre guide ci raccontano cercando di sdrammatizzare il momento.
La tappa di trasferimento non rallenta la tensione, i nostri autisti ci fanno provare il brivido della corsa sul bordo di un precipizio, molti tacciono per la paura, c'è chi si morde le labbra a sangue per non urlare.



Ma l'avventura tende al termine, dopo 3 ore circa dall'inizio del percorso superato un ultimo guado ci si ferma a riposarsi, a stemperare la paura con una sigaretta ascoltando le storie del deserto e delle avventure vissute dalle guide.



E' ora di pranzo, senza più fretta ci spostiamo sulle rive placide del lago di Santa Rosalia, dove un ottimo pranzo ci fa riconciliare con la vita. Intanto i cavalli ci aspettano, si fa a gara per salire, sembrano nervosi. Orazio ,con maestria, riesce a domare Belen, la cavalla argentina più focosa, mentre gli altri con cavalli più tranquilli si inerpicano nella fitta boscaglia.



Siamo ai saluti, acquistiamo dalle guide alcuni cd con la musica che implacabile ci ha seguito in tutto il nostro percorso dando il ritmo al nostro viaggio.
Torniamo ai camper, breve briefing per organizzare la serata e Mago Giannetto S. tira fuori dal cappello un ex studente con cui organizza uno spostamento fino alla Fattoria Petrolo



Parcheggiamo agevolmente in un capo dopo aver fatto uscire le pecore ed a
conclusione della serata ci abboffiamo di carne e salsicce offerte dal veterinario e cucinate magistralmente dai padroni della fattoria.
Grande ospitalità davvero



Tra mucche incinte e vitelli appena nati, carrube che sembrano carati e lavori nei campi trascorriamo le ore del giorno dopo, intanto un gruppo visita una vecchia fornace Penna detta anche del Pisciotto sulla riva di un mare azzurro ricco di molluschi e patelle.
Si torna alla fattoria, il tempo di mangiare, di ringraziare ancora una volta per l'ospitalità assai gradita e siamo nuovamente sui camper: saluti e baci per tutti e pronti per la prossima.


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